utenti online

Abbiamo 67 visitatori e nessun utente online

in chat
il dono 1
gruppo AMA post aborto 0
gruppo AMA mammesingle 0
aiutaci!

sostieni il progetto de IL DONO con una donazione!

offerta:   EUR

L'associazione "Il dono" finalmente trova casa

Apre le porte la nuova struttura di accoglienza dell'associazione che si occupa di donne con gravidanze indesiderate, figli piccoli o che hanno subito il trauma dell’aborto
Ha trovato finalmente casa Il dono, l’associazione che dal 2005 si occupa di donne in difficoltà con gravidanze indesiderate, con figli piccoli senza un compagno accanto o che hanno subito il trauma dell’aborto e che hanno bisogno di un supporto terapeutico, di calore, di una possibilità di ricostruire la propria vita.


Si risolve così felicemente la vicenda della onlus che il primo aprile era stata sfrattata dall’ultima sede e che si trovava quindi sprovvista di un luogo di accoglienza. Diversi gli obiettivi che persegue l’associazione, fondata da una coppia, Serena TaccariEdoardo Panunzio

L’obiettivo principale è quello di assicurare alle ragazze madri che stanno portando avanti una gravidanza nonostante siano prive di mezzi, la possibilità di un reinserimento nella società. Lo scopo è, sia quello di garantire serenità e accoglienza a quelle donne che nonostante le difficoltà hanno scelto di mettere al mondo il loro bambino sia, indirettamente, quella di potere essere un punto di riferimento, una speranza in più per quelle donne che per problemi di natura economica o familiare pensano all’aborto come soluzione della loro condizione.

Nella casa le mamme hanno un supporto per affrontare i loro compiti genitoriali, un indirizzo competente nella ricerca di un lavoro, e hanno uno spazio di crescita anche come genitore partendo dalle più elementari nozioni di gestione di un neonato. Nella casa poi si favorisce il ricongiungimento con le famiglie di origine e/o i padri dei bambini qualora sussistano il desiderio e le condizioni per ricomporre il nucleo familiare. Esiste infine un servizio di baby-sitting che permette alle donne di poter studiare o lavorare.

La struttura residenziale di tipo familiare ruoterà intorno ad un centro di ascolto e sarà caratterizzata dalla convivenza di ragazze che portano avanti una gravidanza indesiderata o che, avendo già fatto un percorso di sensibilizzazione con il Dono e avendo una situazione di difficoltà familiare e/o economica, si trovano a dover allevare un figlio da sole. Spazio infine alle donne che hanno avuto un’esperienza di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) e desiderino intraprendere un percorso di counselling psicologico, umano e spirituale.

Nutrito il gruppo che si prenderà cura di loro: un responsabile legale del progetto, dieci volontari a rotazione che si occuperanno della prima accoglienza, delle attività di gruppo, di favorire una costruttiva convivenza tra le famiglie, dell’organizzazione della giornata lavorativa e casalinga, degli incontri formativi settimanali e mensili. Il progetto prevede poi anche la presenza di un sacerdote di riferimento, un ginecologo, un ecografista con relativa strumentazione, una puericultrice e due psicologi. «Ci piacerebbe avere con noi anche delle suore - dichiara la presidente -, vedremo se sarà possibile». Due, per il momento, i posti disponibili.