utenti online

Abbiamo 71 visitatori e nessun utente online

in chat
il dono 1
gruppo AMA post aborto 0
gruppo AMA mammesingle 0
aiutaci!

sostieni il progetto de IL DONO con una donazione!

offerta:   EUR

l'amore che vince tutto

Sono almeno 80 volte che mi ritrovo davanti alla tastiera a cercare di decifrare tutte le emozioni per provare a scrivere qualcosa di comprensibile ai più.... Mi inabisso in questo mare di sensazioni sperando nella pazienza del lettore che soprassiederà sopra gli errori morfosintattici... e si lasci guidare in questo mare magnum che mi rinfresca da tempo...

 

La collaborazione con l'associazione il Dono è iniziata oramai quasi 8 mesi fa... era novembre... e dal momento in cui ho varcato la soglia della casa famiglia di via Val Trompia la mia vita ha preso una piega inaspettata. Erano molte le paure che mi hanno accompagnato nel primo approccio con questa associazione silenziosa ma potente: mi spaventava soprattutto andare, rischiare di toccare quel foro interno personale, infinito, fragile e particolare che caratterizza ogni donna con cui mi sarei incontrata.
Dopo otto mesi la risposta a tante domande, a tante paure, a tante incertezze, a tante lacrime e soprattutto tanti schiaffoni mi è arrivata: il week end post aborto. Quando Serena mi ha invitato a queste giornate era febbraio: luglio era lontanissimo.
Man mano che si avvicinava il week end in questione l'ansia mi assaliva e come un pesce fuori d'acqua non senza parecchi ma e se sono arrivata a Frascati (dove si svolgeva il week).Mi ha accompagnato mio padre con la macchina, perchè sono arrivata sabato mattina, avendo un impegno venerdì sera (si... mi sono concessa uno degli ultimi concerti di Vasco ;). Ho cercato e trovato subito gli occhi decisi, profondi, austeri ma accoglienti di Serena. Da subito vengo immersa in questo mondo di sofferenza che poco lascia al respiro. Ho imparato in questi mesi che le lacrime di una donna che ha abortito, sono differenti da qualsiasi altro pianto. E di pianti nella mia vita ho avuto l'onore di conoscerne: la perdita del ciuccio di qualche mio fratello, tutti quelli più piccoli di me; la punizione non capita; la crisi esistenziale adolescenziale.
La morte prematura di un padre, di un amico; di un figlio. La rottura di una relazione, il tradimento di un marito. La sentenza di morte per cancro. Tante persone diverse, tante lacrime diverse, tante intensità diverse. Ma mai saprei avvicinare ad ognuno degli eventi che ho elencato le lacrime che rigano il volto di una donna ferita con l'aborto culturalmente e falsificamente chiamato volontario o, peggio, terapeutico.
Dopo aver accompagnato alcune donne durante il percorso post aborto in questi mesi e dopo aver partecipato con loro a questo week end, torno a casa con due bagagli diversi e uguali nel loro senso.

Sono incazzata.
Sono incazzata per tutte le bugie che hanno portato queste donne ad abortire. 
Sono incazzata perchè nessun consultorio (forse ci saranno anche due o tre consultori in Italia che non rientrano nella mia descrizione) ha saputo, anzi no, HA VOLUTO raccontargli quello che è l'aborto. Sono incazzata perchè psicologi su psicologi hanno loro indorato la pillola "l'aborto? sei mesi massimo e te lo sei dimenticata", sono incazzata perchè alle volte neanche lo psicologo "di ordinanza" era presente, se non sotto forma di un questionario a cui rispondere freddamente.
Come fosse una ricerca di mercato. E la donna sola. Sola di fronte a quelle due lineette del test, sola di fronte a questo evento nuovo. Sola di fronte alla sua vita che categoricamente cambia. Sola. Anzi non sola, spesso, ma bombardata da......i vari uomini che il più delle volte si rivelano senza palle: "Non puoi tenere il bambino: non è il momento" "abortisci ora: ne avremo uno più avanti" "se scegli il bambino tra noi è finita" "io non lo voglio un altro figlio: devo pensare ai miei" "la nostra storia non può andare avanti" "non posso più stare con te" "non hai altra scelta" "ciao." e si.... che questo bambino è anche figlio loro.... E ancora non sola, spesso, ma bombardata da.... i vari amici, parenti, confidenti e insegnanti: "Non è il momento" "non è la persona adatta" "non hai un lavoro" "devi finire di studiare" "non hai un posto dove stare" "non sai badare a te stessa, figurati ad un altro" "che futuro potrai dargli" "ti stai rovinando la vita: dove finiranno i tuoi progetti le tue ambizioni?" "non hai altra scelta" E ancora non sola, spesso, ma bombardata da.... i vari geni, quelli che sanno come si campa: "incinta?!? guarda che hai combinato?!? "vergognati!" "guarda cosa hai fatto!" "sei una buona a nulla capace solo di fare i danni" "ed ora cosa penserà la gente di te?" "cosa diranno di noi?" "hai rovinato la vita a tutti quanti" "Non avremo coraggio di mostrarci" "eh, si....fai pure la paladina: vorresti tenerlo? te?!?" "vergognati: non hai altra scelta" (e per inciso.... se non li senti con la voce.... alcuni pensieri si sentono anche con il cuore: basta unos guardo, un sospiro, un gesto, un ammiccamento e la lama ti trafigge. Vergogna!) E ancora non sola, spesso, ma bombardata da..... da chi opera nei consultori/ studi medici/etc: "Non pensarci" " non è un problema" "c'è una soluzione: facile e indolore" "in fondo non è niente" "sbrigati che c'è poco tempo" "fai le carte in fretta" "dai che riprendi in mano la tua vita come niente fosse accaduto" "dura poco.
Ti risvegli.
ED E' FINITA."
E ancora il classicissimo e pulitissimo: la scelta è tua: io ti sono accanto.

E la donna da sola che combatte la sua battaglia, da sola che cerca il gioco della sopravvivenza.... Mi colpì una frase che mi ha fatto leggere Serena poco dopo iniziata la collaborazione con il Dono: ""Nessuna donna desidera abortire come desidera un gelato o una Porsche. Desidera l'aborto come un animale preso in trappola desidera strapparsi la zampa."" [F.M.Green].
NESSUNA.
E mi fa incazzare allora questo silenzio, questa finzione mortale, questo giro di che? soldi? che permette questo genocidio silenzioso. E non parlo solamente dei figli abortiti, ma delle mamme che, una volta uscite dall'ospedale, una volta risvegliate sono lasciate sole con il loro vuoto. Con il loro "non più". Con il loro "irreversibile". Con il loro "VOLONTARIO". Morte. Si, dura poco, ti risvegli ed è finita. Sei morta. Ed ecco le lacrime che non ho visto rigare così profondamente nessun altro volto. E' finita. La morta sei tu. obbligata a rinnegare il tuo dolore, a zittire il tuo urlo perchè la firma l'hai messa te. E nascosta dietro il muro dell'indifferenza, ma che dico, dell'ideologia "l'aborto è una scelta", hai scelto di scavarti la fossa da sola. E non puoi urlare dalla buca. Quella buca non esiste. La cultura di oggi non può permettersi che quella buca esista. Il 68 e tutta l'ideologia del femminismo, del liberalismoo, di quell'"-ismo che ti pare" non può dichiarare esistente questo dolore che ti schiaccia. quindi te lo porti da sola. Ed ecco tante mamme abortite, loro, abbandonate nel loro dolore. Lasciate marcire nella loro buca. E il silenzio che circonda queste conseguenze, psicologiche e non, e il celare con tutte le forze l'esistenza di una sindrome post aborto, che non politicamente corretto dirlo ma si che esiste, si che è reale, ma così come esiste è scomoda e scomodante per molti, questo silenzio continua a mietere vittime. Donne. .... Ma ecco la seconda scoperta fatta grazie a questi mesi di collaborazione e questo week end.... La rinascita.
Lo scoprire che nonostante nella nostra società oramai da molto serpeggi il motto che " è lecito fare tutto purchè "si possa fare e ti sia permesso anche facilmente", nonostante i percorsi di Vita (dei bimbi ma anche delle Donne, delle Mamme) vengano interrotti bruscamente dalla fantasia umana di essere come Dio: poter dare e togliere la vita a piacimento, per fortuna, anzi, per Grazia, (permettetemi di essere ancora una volta non politicamente corretta e di nominarlo), nonostante tutto questo quel Dio che proviamo ad imitare in teoria, ma non in sostanza, è capace di mettere una pezza al nostro ennesimo danno. anzi che dico, è capace di fare tutto nuovo e ugualmente bello, senza cuciture che si strappano, senza pezze da appiccicare qua e là per limitare il danno. Un nuovo punto di partenza, per una vita piena, dignitosa e felice. Felice. Felice. E vedere come partire dall'evento gravidanza, perchè è quello che sconvolge la vita di una donna, è la gravidanza che ti proietta anche violentemente in un'altra prospettiva, riappropiandosi di questo evento con un percorso lungo, difficile e doloro, queste mamme si riappropiano della vita. E vedere le lacrime di disperazione, di dequalificazione, di emarginazione, di morte, trasformarsi in lacrime di riconoscenza, di perdono, di commiato, lacrime di amore.... ..e vedere che l'umiliazione diventa dignità, che le abbandonate dalla società vengono rivestite con loro abiti da festa, i loro diademi il loro essere Regina. ..e vedere l'esperienza di morte più profonda di una donna diventare l'esperienza di amora più intima dell'umanità intera... ..Vedere tutto questo è stare davanti ad un Miracolo. Il più bel Miracolo. Il Miracolo della Vita. E' miracoloso vedere come da un esperienza di vita, trasformata da noi in un esperienza di morte lacerante, sia possibile risorgere. Con tutta la luce. E allora ecco l'uomo. Disprezzato, umiliato ucciso,... rinascere, risorgere, risplendere a vita nuova.
E il dolore che ogni mamma dovrà portarsi per tutta la vita altro non sia che motivo di ricordarsi che c'è chi ti ha amato oltre i tuoi limiti, che ti ha accolta nel tuo dolore e nel tuo scappare per la paura, che ti ha perdonata sin dal momento in cui hai deciso che con lui non ce la potevi fare. Ecco che questo dolore si trasforma in una promessa: sei una Regina, che è scappata dal suo posto, che ha abbandonato il suo Regno, che ha sbagliato...ma che è così importante che, riconosciuto il suo errore, è stata perdonata, amata oltre la morte, le è stato riconsegnato il suo regno ed è un suo diritto di essere trattata considerata e di fare la sua vita da Regina.

E allora alle mie Regine, ringraziandole con le lacrime di riconoscenza e profondo amore, di avermi permesso di poter entrare nel loro Regno per aiutarle a riordinarlo... 
Alle mie Regine che nonostante la mia pochezza, le mie difficoltà, i miei sbagli (eh....ho "un datore di lavoro" che è un po' da sempre che prende i più stolti, i più incapaci, i più... i meno adatti) si sono lasciate guidare anche da me...
Alle mie Regine che mi hanno permesso di assistere a questo Miracolo non descrivibile a parole...
Alle mie Regine che sono tornate a casa con le loro paure, dalle loro difficoltà, nel loro regno a governare (non è sempre facile governare, eh?)... Alle mie Regine che ho visto rinascere e risplendere nella loro bellezza....
Alle mie Regine: combattete e lottate per i confini del Vostro Regno! Vorranno depredarlo, vorranno conquistarlo, vorranno, proveranno a togliervi tutto l'Amore che avete saputo conoscere, riconoscere, incontrare in questi mesi.... combattete: rimanete nel vostro posto e ricordatevi sempre che è il posto migliore per voi, quello che dall'alto è stato preparato per condurvi ad una vita di felicità, delirante. Ricordatevi i predatori sono i bugiardi, gli accusatori e non fatevi fregare: siete belle e giuste, così come siete. Alle mie Regine, ai loro figli e a Serena che mi ha dato la possibilità di entrare in questo mondo di morte e Resurrezione, solamente una parola, dal più profondo del mio cuore:
Grazie perchè siete il mio memoriale: la morte è sconfitta.

L'Amore vince su tutto.