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Centro di Accoglienza Maternità e Postaborto

il progetto

Il Centro di Accoglienza per la Maternità e il Post aborto de Il Dono onlus è una struttura residenziale di tipo familiare che ruota intorno ad un Centro di Ascolto. E' caratterizzata dalla convivenza di ragazze che portano avanti una gravidanza indesiderata o che, avendo già fatto un percorso di sensibilizzazione con l’Ass. Il Dono onlus e trovandosi in situazione di difficoltà familiare e/o economica, si trovino a dover allevare un figlio da sole; e dalla presenza non residente di donne che abbiamo avuto un’esperienza di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) e desiderino intraprendere un percorso di counselling psicologico, umano e spirituale.

Le ragazze insieme ai propri figli (sia che l’abbiano già partorito, sia che il bambino non sia ancora nato) costituiscono un nucleo che da qui in poi chiameremo Famiglia. Saranno affiancate da un’equipe di operatori professionali e non che svolgeranno nei loro confronti una funzione educativa e di supporto. Il Centro di accoglienza nasce all’interno dell’Ass. Il Dono onlus quale indispensabile luogo dove potere garantire a tutte quelle mamme e alle donne in stato di bisogno che si sono rivolte all’Associazione un sostegno  concreto.

Utenza

Donne italiane  o straniere (maggiorenni) incinte, che si siano rivolte all’Ass. Il Dono onlus perché orientate all’aborto come soluzione estrema della loro condizione e che si trovino in una evidente situazione di abbandono totale o parziale, disorientamento o solitudine. Donne italiane o straniere che avendo subito un’IVG senta il bisogno di un sostegno umano, psicologico e spirituale.

Obiettivi

 

1 - Sostegno alla gravidanza

 

•        L’obiettivo principale è quello di assicurare alle ragazze madri che stanno portando avanti una gravidanza nonostante siano prive di mezzi, la possibilità di un reinserimento nella società. Questo obiettivo ci sembra il più importante in quanto ha una duplice valenza: la prima e più immediata è quella di garantire serenità e accoglienza a quelle donne che nonostante le difficoltà hanno scelto di mettere al mondo il loro bambino e la seconda, indiretta, quella di potere essere un punto di riferimento, una speranza in più per quelle donne che per problemi di natura economica o familiare pensano all’aborto come soluzione della loro condizione.

•        Offrire alle madri oltre al sostegno nei loro compiti genitoriali anche un indirizzo competente nella ricerca di un lavoro, di una nuova abitazione che permetta loro la realizzazione di una totale indipendenza

•        Creare uno spazio di crescita anche come genitore partendo dalle più elementari nozioni di gestione di un neonato.

•        Favorire il ricongiungimento con le famiglie di origine e/o i padri dei bambini qualora sussistano il desiderio e le condizioni per ricomporre il nucleo familiare.

•        Permettere attraverso un servizio di baby-sitting il normale svolgimento delle attività studentesche e lavorative della donna.

 

2 - Sostegno alle conseguenze psicologiche dell’aborto volontario

 

•        L’obiettivo è offrire un servizio di counselling psicologico, umano e spirituale alle donne che abbiano affrontato una IVG e stiano soffrendo per le sequele da essa derivate o che comunque si trovino a non poter condividere questa dolorosa esperienza nella famiglia o nel loro ambito sociale per pregiudizi o per qualunque forma di incomprensione ed abbandono.

Risorse strutturali ottimali

 

Per realizzare il progetto è necessaria una struttura con:

•        min.2-max10 stanze preferibilmente con bagno di c.a. 20 mq. ciascuna: gli spazi individuali servono per garantire autonomia e intimità con il proprio figlio affinchè maturi da subito la consapevolezza di costituire un nucleo familiare unico e irripetibile. Per ogni Famiglia è previsto un posto letto in una stanza accogliente, che rispetti tutte le norme di igiene e sicurezza, che ciascuna Mamma potrà personalizzare e rendere più accogliente, e che permetta di sperimentare una relazione genitoriale protetta.

•        1 cucina-refettorio : occorrono spazi comuni che facilitino la socializzazione delle utenti tra loro, la diffusione di un senso di solidarietà reciproca e che stimolino la responsabilizzazione di ciascuna Famiglia all’interno della collettività. Una cucina con refettorio che permetta di contenere almeno tutte le Famiglie contemporaneamente, dove organizzare i pasti, dove poter accedere a risorse comuni come televisione, telefono, lavatrice, frigorifero, ecc.

•        1 locale magazzino: occorre uno spazio da poter utilizzare come dispensa collettiva

•        E’ auspicabile la presenza di un giardino dove sia possibile portare avanti attività che si svolgono all’aperto: giardinaggio, cura del verde, giochi, ecc.

•        una Baby room: occorre uno spazio da poter destinare ad asilo nido in cui a rotazione le ragazze non autonome ed i volontari possano prendersi cura dei bambini delle residenti lavoratrici o studentesse. La stanza fornita di zona fasciatolo e di zona attività,e, ove esso sia disponibile, sarà direttamente collegata col giardino.

•        Una stanza funzioni da Direzione/Segreteria e da Centro di Ascolto dove poter effettuare la prima accoglienza, dove poter svolgere colloqui individuali e dove sia presente un armadio assicurato con una chiave che custodisca tutto il materiale sensibile relativo a ciascuna ospite, verbali, registri, documenti relativi al Centro di accoglienza, ecc. nel rispetto delle vigenti leggi sulla tutela dei dati personali.

Risorse umane

 

1 responsabile legale del progetto

10 volontari (di ambo i sessi): a rotazione che si occuperanno della prima accoglienza, delle attività di gruppo, di favorire una costruttiva convivenza tra le Famiglie, dell’organizzazione della giornata lavorativa e casalinga, degli incontri formativi settimanali e mensili

4  Suore: residenti e permanenti che si occupino della direzione, delle pulizie, della mensa e della portineria

1 sacerdote di riferimento

1 ginecologo

1 ecografista con relativa strumentazione

1 puericultrice

2 psicologi

Il lavoro svolto da questi operatori dovrà essere integralmente volontario e dettato dall’adesione agli stessi principi che muovono il Dono.

Modalita' di accesso

 

•        L’accesso avviene attraverso la segnalazione da parte de Il Dono onlus

•        I posti disponibili sono 10.

•        All’ingresso nella struttura si svolgerà il Colloquio Preliminare per proporre e discutere i motivi e gli obiettivi della permanenza nel Centro di accoglienza, definire ruoli, compiti e orari delle attività.

•        Tra i criteri che orienteranno la scelta ci dovrà essere anche la salvaguardia delle altre utenti già ospiti del Centro di accoglienza, laddove il nuovo ingresso dovesse risultare potenzialmente dannoso per la collettività.

 

 

 

Programma e Attività

Il Centro di accoglienza funzionerà come una comunità dove ciascuna Famiglia parteciperà ad un unanime progetto educativo. Le attività del Centro di accoglienza saranno organizzate seguendo il normale ritmo di vita di una comunità familiare pur tuttavia tenendo in considerazione i personali ritmi quotidiani delle ragazze laddove siano lavoratrici e/o studentesse. Ciò significa che ciascuna madre-studentessa dovrà frequentare la scuola/corso/università nella quale sarà impegnata cosi come ciascuna madre-lavoratrice dovrà rispettare il proprio orario lavorativo. Qualora non dovesse sussistere né l’una né l’altra condizione (scolastica/ lavorativa), in accordo con le ragazze stesse, si procederà con un programma di orientamento all’inserimento lavorativo.

  • L’orario di uscita è stabilito tra le 7.00 e le 20.00 (qualunque variazione deve essere concordata con gli operatori del Centro di accoglienza)
  • Per ciascuna ospite che arriva al Centro di accoglienza sarà prevista una scheda sulla quale verrà riportato il progetto formativo che in accordo con gli operatori intende svolgere
  • Le ospiti qualora prive di reddito possono fare totale affidamento alla struttura che le ospita garantendo comunque un impegno nella ricerca attiva di una occupazione; qualora occupate possono partecipare alla vita collettiva con una libera offerta
  • Ogni ospite viene motivata al rispetto, alla pulizia e alla gestione del Centro di accoglienza così da creare un clima favorevole al raggiungimento della piena autonomia e alla condivisione della vita in comunità.
  • Visti gli obiettivi che si propone il Centro di accoglienza sarà sostenuto e, anzi, favorito il mantenimento dei rapporti con i familiari in vista di un possibile rientro presso il nucleo di appartenenza. La presenza di psicologi qualificati servirà a garantire anche questa opportunità. Per questo motivo le Famiglie potranno ricevere visite da parenti o amici, sempre nel rispetto delle esigenze delle altre ospiti e con l’accordo degli operatori.
  • Le madri che avranno la giornata libera contribuiranno alla gestione del Centro di accoglienza accudendo i bambini
  • Non è ammesso l’uso di qualsiasi tipo di droga, alcolici, stupefacenti, ecc., dentro e fuori Casa. È proibita qualunque forma di violenza e aggressività anche verbale.

L’accoglienza effettuata dal Centro di accoglienza è temporanea e si protrarrà per un massimo di 3 anni dal parto. Durante la permanenza nel Centro di accoglienza oltre alle normali attività che si svolgono all’interno del Centro di accoglienza sono previsti:

  • 1 incontro di gruppo al mese aperto a tutti (sia interni che esterni al Centro di accoglienza), durante i quali si affronteranno tematiche relative alla gravidanza, al parto, alle dinamiche di coppia di fronte ad una gravidanza, ecc.
  • 1 incontro alla settimana per le donne ospiti del Centro di accoglienza relative a: eventuali problematiche dovute alla convivenza,…
  • Implementazione  delle capacità e delle competenze degli operatori coinvolti nella struttura con incontri di formazione permanente sia dentro Il Centro di accoglienza che avvalendosi di occasioni formative esterne (convegni, seminari, corsi di formazione, stage, …)
  • Promozione di un lavoro di auto-aiuto nella cura dei bambini della madri lavoratrici o studentesse, ospiti del Centro di accoglienza, nelle ore della loro assenza.
  • Un percorso di Guarigione rivolto alle donne che hanno interrotto una gravidanza. Gli incontri avranno cadenza settimanale, saranno tanto individuali che di gruppo, e saranno facilitati da personale preparato e da psicologi appositamente formati sulle problematiche inerenti l’aborto e le sue ripercussioni sulla persona.

Attività relative al Centro di Ascolto:

Il Centro di Ascolto è la prima struttura di accoglienza del Centro di accoglienza de IL DONO onlus ed attorno ad esso ruota tutta l’attività del Centro di accoglienza. Rivolto tanto alle mamme in difficoltà che alle donne che hanno subito un’IVG il Centro di Ascolto prevede, al di là degli incontri di approccio finalizzati alla permanenza nel Centro di accoglienza, la possibilità di rivolgere un sostegno umano e psicologico rivolto a chi, tanto incinta che dopo un aborto, non abbia necessità di restare all’interno della struttura. In esso avviene il primo colloquio con le ragazze madri, si studiano i sostegni  più adeguati, e tramite esso si inizia il Percorso di Guarigione per le donne che hanno subito una IVG.

Al fine di promuovere un adeguato sostegno, ed al termine del percorso di Guarigione offerto dall’Associazione IL DONO onlus, sarà cura dell’Associazione stessa - qualora l’interessata lo desideri – promuovere l’inserimento all’interno del Centro di Ascolto stesso, affinché, insieme ad un nostro operatore o con un responsabile dell’associazione le donne che hanno vissuto la triste esperienza di un aborto volontario possano collaborare nel sostenere chi si rivolge a noi in dubbio se portare avanti o meno la gravidanza, perché la loro sofferenza possa esser messa al servizio degli altri.

 

 

 

 

Per informazioni:
Ass. Il Dono Onlus – Roma Via Val Trompia, 56
www.il-dono.org
Cell.347/3786645