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Giovedì, 06 Ottobre 2011 21:24

troppe coccole?

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Gentile dottoressa, sono mamma da 2 mesi e mi piace tenere il mio bimbo vicino a me più tempo che posso. Penso sia la cosa più bella che mi sia mai capitata, non smetto di baciarlo e accarezzarlo, con lui sono felice. Però..intorno a me mi dicono che lo vizio così, che lo abituo a stare in braccio che troppe coccole, specialmente perchè è un maschietto, non vanno bene..Ma davvero le coccole possono essere "troppe"? Sono dannose? non voglio certo soffocarlo ma mi fa una grande tenerezza..non so, mi confonde questa cosa perchè io ho sempre pensato di averne forse ricevute poche perchè poco mi stimo e io vorrei che sapesse da subito che invece il suo valore è grandissimo che lo amo , che si senta protetto.. Può aiutarmi a sentirmi meno confusa? Grazie

Cara mamma, la risposta te la sei già data da sola, posso solo confermartela e darle un fondamento. Le manifestazioni di amore, i gesti di affetto e di tenerezza, il contatto fisico, rispondono ad un bisogno primario del bambino, proprio come l'essere nutriti. L'unica differenza sta nel fatto che gli effetti di una cattiva o scarsa nutrizione sono oggettivamente visibili a breve termine (mancato accrescimento, malattie da denutrizione, ecc.), mentre quelli di una carenza sul piano affettivo ed umano si manifestano per lo più nel lungo periodo, anche a distanza di anni, e difficilmente poi si potrà sopperire a tali mancanze. Appagare il bisogno di contatto, di affetto, di protezione e di rassicurazione che i bambini hanno sin dalla nascita, e soprattutto nei primi mesi, significa gettare le basi per farli crescere più sicuri di sé, più fiduciosi verso gli altri, più sereni ed equilibrati e quindi anche più autonomi.
Si capisce allora come non si tratti di “dare dei vizi” (ossia delle abitudini negative), bensì di dare risposte indispensabili per il benessere psico-fisico del bimbo, creando e rinsaldando quel cosiddetto rapporto di “attaccamento sicuro” con le figure genitoriali, ed in particolare con la madre (con cui inizialmente c'è un vero e proprio rapporto simbiotico), che è garanzia di una stabilità emotiva futura.
Sono sempre più numerosi gli studi e le ricerche che mettono in evidenza il valore delle coccole e del contatto fisico, basti pensare agli effetti curativi della cosiddetta marsupio terapia, al massaggio dei neonati e addirittura alle carezze e al calore trasmesso sin dai mesi della gravidanza. Tali evidenze però si scontrano ancora con pregiudizi e mentalità che sono il frutto di una serie di cambiamenti culturali e socio economici degli ultimi 30/40 anni (come ad esempio l'introduzione del latte formulato, la riorganizzazione degli ambienti domestici e familiari, l'”emancipazione” lavorativa delle donne, ecc.) che negli anni hanno portato ad una cultura e a modelli genitoriali cosiddetti “a basso contatto” secondo cui appunto i bambini “non vanno tenuti troppo in braccio”, “vanno abituati il prima possibile a dormire da soli nella loro stanza”, “l'allattamento non va prolungato oltre i primissimi mesi” ecc ecc. È da questa cultura che vengono i pregiudizi su cui si basano i consigli di tanti familiari e conoscenti. Questa mentalità però non ha intaccato il livello istintuale e quindi le mamme continuano a “sentire” di dover rispondere al pianto dei loro bambini e di doverli rassicurare cullandoli tra le braccia, offrendo loro il seno, o facendogli coccole e carezze. E il sentirsi confusi, come dici tu, nasce proprio da questa contraddizione tra quello che ci sentiamo di fare come mamme e quello che i modelli genitoriali ed educativi che abbiamo interiorizzato ci dicono, falsamente, che “andrebbe fatto”.
Fidati del tuo istinto, non avere paura di coccolare il tuo bambino ogni volta che vorrai, le coccole fanno bene a lui ed anche a te, e non temere di “soffocarlo”: il naturale e fisiologico “distacco” sarà progressivo e graduale e passerà da diverse e numerose tappe quali lo svezzamento, i primi passi, l'inserimento al nido o alla scuola materna.. e il sentirsi amato sarà la solida base di partenza di questo suo cammino verso l'autonomia.

 

Letto 1652 volte Ultima modifica il Domenica, 08 Luglio 2012 21:29
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