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Giovedì, 13 Settembre 2007 15:08

Quello che resta

clicca per ingrandireQUELLO CHE RESTA - parlare dell'aborto partendo dall'aborto
AA.VV. IL DONO onlus - prezzo 16€

"Quello che resta" denuncia l’urgenza di affrontare il problema dell’aborto, partendo dall’aborto. Partendo dalla donna. Storie di donne, storie di bambini, vita vera. Vengono messe in luce, una volta per tutte, senza ipocrisie, le conseguenze drammatiche delle donne che decidono di interrompere volontariamente la propria gravidanza.

Pubblicato in libri

Il reparto maternità della Mangiagalli (Fotogramma)

Carissimo direttore,
pochi giorni fa, martedì otto marzo, è stato inaugurato il nuovo reparto di ginecologia/ostetricia dell'ospedale “Bufalini”, la notizia è stata pubblicata qui sul Corriere. All'inaugurazione ha preso parte anche il vescovo Mons. Douglas che ha benedetto i nuovi locali, stanze adibite all'accoglienza della vita nascente, senza dubbio il reparto ospedaliero in cui si va con gioia! Ma in tutto questo c'è qualcosa che stona e che stride fortemente, forse non noto però alla gran parte delle persone: quelle stesse stanze, quello stesso reparto opera anche per l'obiettivo esattamente opposto, ossia quello di negarla la vita.. stride e fa rabbia, a chi sa, vedere quelle mani immortalate dal fotografo mentre si fanno il segno della croce nel momento della benedizione, e sapere che quelle stesse mani proprio il giorno dopo operano per la morte, per la soppressione della vita.
Forse non tutti sanno che il mercoledì all'ospedale “Bufalini”, è il giorno “dedicato” agli aborti, è la giornata stabilita per per porre fine alla vita di quei bimbi più piccoli ancora nelle pance delle loro mamme. E proprio ogni mercoledì, nella chiesetta dell'ospedale si recita il rosario (alle ore 7), per loro e per le loro mamme, promossa dall'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Centro Aiuto alla Vita. È il mercoledì infatti la giornata in cui si effettuano i cosiddetti interventi di interruzione volontaria di gravidanza (ivg), sei o sette (secondo quanto dichiarato dal primario dott. Pungetti) ogni mercoledì, oltre a quelli “non programmati” effettuati in altri giorni della settimana come ad esempio gli aborti cosiddetti “terapeutici”. Oltre 360 all'anno, un bambino al giorno. Sono questi purtroppo i dati che riguardano la nostra realtà locale e che spesso non sono conosciuti dalla maggior parte dei cittadini, perchè di difesa della vita forse si parla ancora troppo poco.
Fa rabbia e stona dicevamo il fatto che si parli di mamme, che si facciano inaugurazioni solenni il giorno della festa della donna, senza magari chiedersi se davvero quella maternità e quella femminilità la stiamo aiutando, sembrerebbe proprio il contrario a dire il vero. C'è chi ha detto che la donna “desidera l'aborto come un animale preso in trappola desidera strapparsi la zampa”, l'aborto è una non-scelta, un inganno in cui cade chi crede di non avere altra via d'uscita, e pensa così di rimettere le cose a posto, senza pensare che invece non risolverà i suoi problemi ma se ne creerà di nuovi, giocandosi due vite in una volta sola. Un figlio non è “un problema di chi lo fa” ma una responsabilità sociale, tutti siamo chiamati a prendere posizione e a dare il nostro aiuto affinché una donna non si trovi nella condizione di dover scegliere tra il proprio figlio e qualcos'altro. La discussa legge 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza), sottolinea come il servizio pubblico (il consultorio, l'ospedale..) debba contribuire “a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza”, ci chiediamo se davvero queste cause vengano analizzate durante i colloqui previsti (previsti ma non sempre svolti secondo la legge) e se davvero vengano offerte tutte le alternative possibili per superare le cause di questa atroce richiesta. Come associazioni, sempre secondo quanto sancito dalla legge, ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare in questa direzione, con il servizio pubblico, per la tutela della maternità e della vita nascente, come già più volte espresso in occasione dei passati incontri del Tavolo sulla maternità che ci hanno visti coinvolti insieme agli operatori del consultorio e dell'ospedale. Disponibilità che ad oggi purtroppo ancora non è stata accolta.
Lucia Foschi - Ass. IL DONO Onlus

 

Carissima Lucia,
la sua lettera mette in evidenza una realtà troppo spesso misconosciuta. La pratica dell’aborto lascia dietro di sé strascichi molto dolorosi.
Negli anni anche su queste colonne abbiamo raccontato alcune storie che hanno visto coinvolte donne in vicende dai contorni molto tristi. Sovente è stato l’aiuto proprio di associazioni come “Il dono” che ha permesso a diverse persone di ritrovare se stesse e la strada su cui incanalare di nuovo la propria esistenza.
Come lei ben sottolinea,“un figlio non è un problema di chi lo fa, ma una responsabilità sociale”. È su questo versante che la società attuale è latitante. Mancano le politiche familiari (cfr. servizi a pagina 12 e 18 dell’edizione cartacea di questa settimana) e manca soprattutto un fisco equo che ridia alle famiglie quello che viene loro tolto in termini di tassazione che tiene conto solo dei cittadini-individui.
L’introduzione del quoziente familiare, il sostegno alla vita nascente, ai figli nei primi anni di vita e l’incentivazione del part time sono solo alcune delle misure che in Italia si dovrebbero attuare da subito, se già non è troppo tardi.
In particolare, sul versante aborto,come anche lei mette in evidenza, la legge 194 viene troppo poco applicata in quelle norme che tutelano la maternità. Anche chi è preposto a fare rispettare la normativa, non sempre si è adoperato per “fare superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza”. I colloqui previsti devono essere svolti e ogni tentativo deve essere esperito per cercare di scongiurare l’aborto. Credo che si debba agire molto prima di giungere alla decisione di abortire.
È vero, spesso è anche un fatto culturale, una male interpretata affrancazione della condizione femminile, figlia dello slogan “l’utero è mio e me lo gestisco io” di alcuni decenni fa. Niente di più falso. La maternità e la paternità devono essere responsabili. Si tratta di responsabilità che devono essere condivise e non possono essere lasciate solo sulle spalle di chi a volte non è attrezzato per portarle.
Per il resto, guarderei a quei nuovi locali come al rinnovo del reparto di maternità, che merita questo e anche ben altro. Per quel che riguarda l’altra faccia della luna dello stesso reparto, continuiamo a pregare.
Saluti cordiali
Francesco Zanotti

http://www.corrierecesenate.com/2011/04/14/la-vita-nascente-merita-tutela-e-la-maternita-va-favorita-in-ogni-modo/

Pubblicato su "Corriere Cesenate" del 14 aprile 2011

Pubblicato in dicono di noi
Mercoledì, 28 Settembre 2005 23:00

stai pensando all'interruzione di gravidanza?

Hai scoperto da poco di essere incinta e questo per te non è esattamente motivo di gioia: stai pensando all' interruzione di gravidanza. Forse sono le circostanze intorno a te a preoccuparti, la relazione col tuo partner, la reazione dei tuoi genitori; forse l'età giovane o al contrario la paura di conseguenze per l'età avanzata; forse hai assunto dei farmaci o delle sostanze che potrebbero essere nocive e questo ti mette ansia e ti fa temere per la salute del bambino; forse il tuo lavoro è ancora precario se non assente e la paura per il futuro appare insormontabile; oppure semplicemente non avevi mai pensato alla possibilità di diventare madre e non credi di poterlo o volerlo fare.
E' opportuno che tu arrivi consapevolmente al consultorio e capisca a cosa stai andando incontro, per questo eccoti alcune informazioni utili che devi sapere.
La legge 194 in Italia consente alle donne di interrompere la gravidanza entro i primi novanta giorni di gestazione e recandoti al consultorio più vicino velocemente ti daranno l'appuntamento per l'interruzione, a volte offrendoti la possibilità di parlare con uno psicologo o con un assistente sociale. La legge prevedrebbe entrambe i colloqui come necessari, in modo da poter superare le difficoltà che inducono all'aborto, poichè si riconosce universalmente che la scelta dell'aborto non è e non può essere considerata da prendere alla leggera poichè studi internazionali hanno stabilito che ci sono indelebili conseguenze sulla psiche della donna a seguito dell'ivg; non sempre però avrai la possibilità di fare questi due colloqui. 
Dovranno farti un'ecografia per accertare l'età gestazionale in cui ti trovi. Infatti non basta sapere la data delle ultime mestruazioni perchè stabilire il concepimento: è necessario stabilire a che punto è la tua gravidanza in base allo sviluppo fetale; tutti i bambini si sviluppano infatti in modo identico nelle prime otto settimane di gravidanza, per poi differenziarsi dalla 9 settimana in poi secondo il patrimonio genetico: questo è l'unico modo per datare precisamente la gestazione.
Generalmente si ritiene che una donna non voglia vedere l'ecografia perchè altrimenti sarebbe "influenzabile". L'esperienza insegna che le donne che hanno fatto una ivg avrebbero preferito col senno di poi vedere un'ecografia per essere più consapevoli di cosa era quella gravidanza. Quando ti recherai al consultorio, di fatto sarai in un'età gestazionale adatta (circa 5 settimane) per ascoltare e vedere il battito cardiaco del tuo bambino e vederlo muovere. Chiedi di poter guardare l'ecografia o la tua scelta non sarà mai consapevole, mentre è invece molto importante maturare una forte consapevolezza.
Purtroppo la scarsità dei mezzi economici a disposizione dei consultori e dei servizi sociali inducce a velocizzare la procedura per l'accesso all'interruzione di gravidanza senza offrire , come la legge prevede, dei supporti idonei a superare le difficoltà che spingono la donna a chiedere l'aborto. Esiste però una rete interassociativa che a questo scopo può sostenerti efficacemente non solo con sussidi economici - che in gran parte delle regioni italiane spettano comunque alle ragazze madri e che possono essere richiesti direttamente nel proprio comune di residenra - ma anche con un accompagnamento psicologico come quello offerto dall'associazione IL DONO.
La fretta nel trovare quella che sembra una soluzione non è una buona consigliera. Tutte le difficoltà che stai valutando nella tua mente sono reali, e concrete, ma non irrisolvibili e abbiamo esperienza del fatto che a posteriori anche le più incrollabili motivazioni appaiono superabili di fronte all'evidenza dell'irrevocabilità dell'aborto. Una volta compiuto non si può tornare indietro e - per quanto questo avvenga molto spesso - il cercare una nuova gravidanza non rimetterà le cose apposto. Per cercare di essere più obiettiva guardando la tua situazione ti invitiamo a riflettere su questo:

  • se sei al fondo del baratro, scavare ancora non serve ad uscirne
  • se ti senti un criceto in una ruota la soluzione non è correre più velocemente
  • se s'è riaperta un'antica ferita, procurarsene una nuova non la rimarginerà
  • se ti sembra ci siano solo problemi intorno, aggiungercene altri non sarà di aiuto..

Inoltre ricorda che non tutte le donne hanno un innato istinto materno, ma questo non vuol dire che il "non impazzire di fronte a un neonato" o non aver mai pensato a se stesse con un neonato in braccio, o anche il non aver mai preso in braccio un neonato ti renderà "incapace" di essere madre.. di fatto la tua natura di donna ti sta rendendo capace di esserlo e piano piano si può imparare tutto il resto come hai già imparato tante cose nella tua vita. 
Non credere al buonismo degli uomini che ti promettono di starti accanto per avere un altro figlio magari più in là: il 93% delle coppie "scoppia" dopo l'aborto, alcune perchè il rancore di una scelta così pesante rende alla donna insopportabile avere ancora l'uomo responsabile della paternità al proprio fianco; altre perchè semplicemente è una promessa falsa, spinta dall'unico desiderio maschile di risolversi un problema.
Per questo ti invitiamo a contattarci per un colloquio, perchè tu possa sapere a cosa vai incontro se sceglierai l'aborto; spesso al consultorio ti potrai sentir dire che tutto si supera in poco tempo, che tante lo fanno o cose simili.. ti invitiamo però a leggere le testimonianze che sono qui nel forum di donne che hanno abortito, per renderti conto che ancora dopo moltissimi anni si soffre per un ivg e che il fatto di essere in tante ad averlo fatto non lenisce la sofferenza individuale.. Vorremmo vagliare con te la possibilità di proporti concretamente soluzioni anche alle situazioni più difficili perchè il fatto che tu non veda soluzioni o la possibilità di affrontare la situazione non significa che le soluzioni e le possibilità non ci siano. Pensa alle migliaia di donne che abbiamo già seguito e a quante si sono già trovate nella tua condizione ed hanno potuto ricevere un aiuto..
Non aver paura di essere l'unica sulla faccia della terra a vivere questa situazione, e non provarne vergogna: non siamo qui per giudicarti ma per aiutarti ed ascoltarti. Abbi fiducia e chiama il numero sos-mamma per un appuntamento. L'interruzione di gravidanza non ti ridarà la tua vita in mano, come prima di restare incinta e non ti renderà non-madre. L'aborto rende madre di un bambino morto..e questo vorremmo evitartelo. Cerchiamo insieme, se possibile, altre soluzioni: meriti scelte migliori.

     

Pubblicato in servizi
Martedì, 09 Agosto 2005 08:30

sostegno post ivg

Se hai già fatto una scelta di aborto e oggi pensi di voler parlare con qualcuno perchè stai soffrendo a causa di questa dolorosa esperienza fatta, noi siamo qui per te. Entra per trovare persone disposte ad ascoltarti ed accompagnarti in un percorso di risalita e di rinascita perchè dalla morte può ancora nascere la vita.Mettiamo a tua disposizione diversi strumenti per poterci contattare, tanto via internet che di persona. Grazie alla sempre maggiore diffusione su territorio nazionale dell'attività dell'associazione IL DONO, potrai infatti trovarci, oltre che tramite il forum e la chat del sito, nei vari centri di ascolto dislocati in alcune tra le più grandi città italiane ed in continuo aumento. Oppure puoi chiamare il numero sos mamma più vicino a te (consulta la mappa nella home page oppure clicca in alto su sezioni regionali per trovare la zona che ti è più comoda).Troverai sempre e comunque persone disposte ad ascoltarti senza giudicare e che saranno liete di offrirti il loro appoggio e sostegno.

Pubblicato in servizi
Giovedì, 27 Dicembre 2007 13:38

post aborto: questionario per capire

se sei qui e cerchi aiuto significa che le emozioni che provi sono indice del fatto che qualcosa non va. Queste domande di seguito possono aiutarti a capire cosa ti sta facendo soffrire, se quello che provi ha un effettivo legame con l'aborto, in che misura, e gli effetti che sta avendo su di te l'aborto. Alla fine del questionario ci sono maggiori informazioni sia riguartanti la Sindrome Post Abortiva che sulla possibilità  di riscontrare semplici disagi. Speriamo che possa esserti di aiuto.

questionario

 

  • 1- ti trovi in difficoltà  a tirare fuori sentimenti connessi al tuo aborto, o forse continui a ripeterti che devi dimenticare ed andare avanti con la tua vita?
  • 2- ti trovi ad evitare libri riviste e programmi televisivi che abbiano per soggetto bambini, donne incinta e aborto?
  • 3- eviti negozi o reparti dei negozi che trattino oggetti correlati con bambini, maternità  e gravidanza?
  • 4- sei a disagio con cose che ti ricordino il tuo aborto (bambini, donne incinte ecc.)? ti senti a disagio tra i bambini o le donne incinte?
  • 5- ti senti a disagio nel parlare di gravidanza o di bambini?
  • 6- ti mette tristezza avere il ciclo?
  • 7- la vista del sangue ti infastidisce più che in passato?
  • 8- ti rende nervosa o eviti dottori e studi medici
  • 9- sei più infastidita ora, da procedure mediche invasive, come visite dentistiche, o ginecologiche, o qualunque tipo di visita medica?
  • 10- mentiresti a un medico o ad un amico di famiglia sul tuo aver abortito o sul numero degli aborti avuti? ad esempio omettendo o negando di aver avuto un aborto, o dicendo che hai perso la gravidanza, o dicendo che è stato per ragioni mediche quando non è vero?
  • 11- sei infastidito da alcuni rumori come aspirapolveri o strumenti che facciano un rumore fastidioso?
  • 12- in alcuni periodi dell'anno ti senti più depresso, triste, o provato, specialmente intorno all'anniversario dell'aborto fatto, o alla presunta data del parto?
  • 13- ti senti carica di risentimento o rabbia verso delle persone per il loro coinvolgimento o mancanza di coinvolgimento nel tuo aborto (fidanzato, marito, parenti, altri amici, personale medico che ti ha fatto l'aborto)?
  • 14- non usi alcun metodo contraccettivo? ti rimetti in situazioni in cui potresti trovarti di nuovo incinta? (potresti inconsciamente sperare di essere incinta di nuovo per rimpiazzare il bambino abortito)
  • 15- hai problemi ad avere rapporti, nell'intimità  o emozionalmente, da quando hai abortito?
  • 16- eviti il sesso , o hai problemi con il sesso (sofferenza, difficoltà  a lasciarti andare, dolore, coinvolgimento) da quando hai abortito?
  • 17- hai rapporti sessuali con estrema facilità  ed indifferenza da quando hai abortito?
  • 18- ti soffermi a pensare su come "rimpiazzare" il bambino, specie con lo stesso uomo, e pensi che tutto il dolore andrebbe via se fossi di nuovo incinta e stavolta lo tenessi?
  • 19- stai ancora con l'uomo di cui hai abortito, e non vuoi che finisca perchè sarebbe come dire che l'aborto è stato "per niente"?
  • 20- ti sei sposata o ti sei precipitata in un matrimoinio con l'uomo di cui hai abortito, per giustificare l'aver avuto un aborto?
  • 21- sei ossessionata dall'eccellere nella scuola, nel lavoro, o nell'aiutare per "giustificare" il tuo aborto?
  • 22- hai sperimentato periodi di prolungata depressione da quando hai abortito?
  • 23- hai tentato il suicidio o ci hai pensato?
  • 24- sei cresciuta di peso o calata drasticamente da quando hai abortito?
  • 25- ti trovi a piangere più facilmente e più frequentemente del solito?
  • 26- hai fatto uso di droghe o alcoolici o l'uso è divenuto più frequente dopo l'aborto?
  • 27- pratichi autolesionismo (procurarsi ferite, tagli, cadere in anoressia, bulimia ecc.)?
  • 28- hai problemi nel dormire? (difficoltà  ad addormentarti, difficoltà  a prolungare il sonno, o eccessivo desiderio di dormire)
  • 29- sei turbata da sogni o incubi che riguardino bambini, sogni di bambini in pericolo, o sogni inquietanti correlati all'esperienza di aborto?
  • 30- hai problema di attacchi di panico o di ansia?
  • 31- hai mai vissuto pensieri "intrusivi" (che involontariamente ti riportino alla situazione di aborto - come vedere la clinica, la stanza in flashback mentre ti trovi in una stanza qualunque o passi davanti a un qualunque edificio) o allucinazioni (sentire un pianto di bambino mentre non c'è nessuno intorno)?
  • 32- riesci a parlare dell'aborto? quando decidi di condividere con altri il tuo aborto, sei sopraffatta da sentimenti forti?
  • 33- ti senti in colpa, o hai rimorso per il tuo aborto?
  • 34- se adesso hai bambini, sei iperprotettiva con loro o tendi a soffocarli col tuo affetto? Ti preoccupa eccessivamente il fatto che possa accadergli qualcosa?
  • 35- se adesso hai bambini, hai problemi a star lontana da loro, o non riesci a staccarti da loro?
  • 36- se ora non hai bambini, temi che non sarai mai in grado di averne? (e che questo sia causato da danni fisici procurati dall'aborto o per punizione divina per l'aver abortito?)
  • 37- guardando gli altri bambini pensi mai che tuo figlio sarebbe stato come loro?
  • 38- guardando altri bambini pensi mai che tuo figlio adesso avrebbe avuto la stessa età  di..?
  • 39- (se il tuo aborto è recente) guardando donne incinte pensi mai che hanno la stessa età  gestazionale che avresti avuto tu ora?
  • 40- cerchi di evitare qualunque tipo di discussione pro o contro aborto e provi, nell'ascoltarle, una strana sensazione allo stomaco?
  • 41- tendi a vedere la tua vita nei termini di "prima" e "dopo" l'aborto?
  • 42- la tua stima di te è cambiata da quando hai abortito?
  • 43- hai problemi a prendere decisioni da quando hai abortito?
  • 44- sono cambiate le tue idee su Dio o sull'ultraterreno, da quando hai abortito?

 

 

informazioni

 

se hai risposto sì a quattro o più di queste domande, e specialmente se ti senti infastidito o sei arrabbiato dopo aver letto queste domande, è possibile che tu abbia bisogno di un aiuto per superare dei problemi relativi all'aborto o agli aborti che hai fatto.
In alcuni casi questi problemi possono rientrare in quella che è conosciuta come Sindrome Post Abortiva, che è un tipo di disturbo da stress post traumatico che si sviluppa quando non si riesce a lavorare adeguatamente con le emozioni che sono scaturite dall'interruzione di gravidanza. Generalmente questo non è ben visto da chi si professa pro-choise (favorevole all'aborto) perchè sapere che le donne possono stare anche molto male dopo l'aborto, non va d'accordo con il proporlo con una scelta positiva per le donne; ma la cosa che a noi realmente importa, se tu stai leggendo e pensi di aver bisogno di aiuto, non è che tu sia pro o contro l'aborto, ma che hai abortito e ne stai soffrendo..e che tu sia qui ora.
non avere timore a rivolgerti a noi, a cercare aiuto, se vuoi puoi usare queste domande che hai letto per cercare di parlare specificamente di questo o quello a seconda di cosa ti ha fatto più male o ti sta facendo soffrire di più.
Speriamo che questo questionario possa esserti stato di aiuto e speriamo di poterti accompagnare perchè non è tutto perduto e si può fare insieme, se tu lo vorrai, un percorso per superare tutto questo. Sì perchè è già  un punto di partenza capire che c'è qualcosa che non va e dando un'occhiata intorno potrai cercare di capire come fare per superarlo e per iniziare il tuo percorso di guarigione.

non è vero che devi essere da sola. Nella misura in cui tu vorrai, noi potremo essere con te.

N.B.: questa serie di domande cui hai risposto non è uno "sfigometro"(= tante più ne hai tanto più sei sfigata) ma una chiave di lettura. Le domande, avrai notato sono sempre le stesse poste in maniera diversa ma mirano agli stessi punti, quindi rispondere 8 volte alla stessa cosa (che so..rapporto coi bambini) vuol dire che devi lavorare su quello. Se rispondi a diversi punti topici (rapporto con l'altro sesso, stima di te ecc.) vuol dire solo che hai diversi punti su cui lavorare, non che sei più sfigata!! non cercare di darti i voti..nessuno è meglio o peggio di...

Pubblicato in Generico
Giovedì, 19 Agosto 2004 20:11

percorso di guarigione

L'associazione IL DONO che offre questo servizio dal 2005, è stata la prima organizzazione di volontariato in Italia ad occuparsi statutariamente di offrire un percorso di supporto umano, psicologico e spirituale, che chiameremo percorso di guarigione, rivolto a chi a seguito di un aborto volontario o terapeutico non riesce più a vivere.

A chi si rivolge il percorso di guarigione offerto da IL DONO? è solo per i credenti?

Il percorso è rivolto a tutte le persone, donne, uomini, parenti, coinvolti in modo diretto o indiretto nell'aborto volontario o terapeutico, che soffrano a seguito di questo evento. Questo è indipendente dal credo religioso: tanto che in questi anni abbiamo potuto lavorare con persone atee, agnostiche, ma anche credenti di altre confessioni o religioni non necessariamente cristiane, come buddhisti, musulmani. Chi si rivolge a noi,  felice di aver abortito non è; e se non è felice in qualche modo significa che se avesse avuto possibilità di non farlo non l'avrebbe fatto, (anche se ritiene di non aver avuto altra scelta in quel momento),che non lo consiglierebbe o che non è stato "buono per lui".. insomma è rimasto talmente distrutto da questa esperienza da poter senza esitazione definire un "prima e dopo l'aborto" nella sua vita, tanto è stato grande il cambiamento che sente, e questo va ben oltre il credo religioso o politico. Esistono per contro, molte persone che non si sentono internamente distrutte da questa scelta, ovviamente ad esse non è rivolto poichè se stanno "bene" non hanno bisogno di alcuna guarigione. Questo non vuol dire che loro siano migliori, vuol solo dire che non hanno bisogno di questo percorso.

Ma io sto già andando dallo psicologo.. mi servirà ugualmente questo percorso?

Certamente sì! Il percorso può essere affrontato anche da chi sta intraprendendo una terapia supportiva psicologia o psichiatrica, o di counselling altrove: non è infatti sostitutivo di altri percorsi, nella maggior parte dei casi (qualora il terapeuta non si opponga all'interazione e quindi non per nostra volontà) le due strate convivono e cooperano senza problemi integrandosi reciprocamente.

Qual'è l'impostazione di questo percorso?

Il nostro percorso si basa sulla duplice constatazione che l'aborto sopprime una vita - non una qualunque ma quella del proprio figlio! - e quindi come per ogni morte, c'è un lutto da elaborare, e che questo lutto è sicuramente reso più difficile nella sua elaborazione dalla volontarietà del gesto dell'aborto (implicita o esplicita volontà della donna di recarsi lì o mancata opposizione agli eventi, partecipazione o disinteresse da parte di persone care ecc. che fanno parte della sofferenza della persona e che vanno accettate in quanto tali senza cercare di far pensare alla persona che queste cose siano false o non esistano affatto), e che l'uomo nel suo essere è un "tutto unico" non un inseme di eventi scollegati tra loro che possono essere gestiti separatamente: l'aborto andrà quindi collocato all'interno del quadro totale della nostra vita, presa dall'inizio che passa per questa esperienza ma non solo per questa, e che continua ad andare avanti.
Alcuni ritengono che per fare un percorso di guarigione dopo un aborto sia necessario non parlare esplicitamente della morte, non chiamare quel bambino figlio perchè questo sennò significherebbe "flagellare la gente"... Noi riteniamo che l'auto flagellazione difficilmente porti a buoni risultati se non deprimere fortemente la persona che la compie ledendo in modo a volte irreversibile l'autostima dell'individuo. Questo sicuramente non è buono e non porta nessuna guarigione da nulla. Ma è completamente inutile far finta che quello che è successo, cioè l'aborto, sia "un evento come tanti" perchè non lo è.
Il percorso che offriamo è quindi un percorso di elaborazione della perdita, di introspezione e consapevolezza dell'accaduto in ogni suo aspetto alla ricerca del perchè più profondo dell'essere arrivati alla scelta di aborto. Senza questa consapevolezza riteniamo sia impossibile raggiungere una vera guarigione ma solo dei placebo che di tanto in tanto si mostreranno incongruenti e inadeguati col rischio di ricadute anche molto serie.

Ci sono dei requisiti per affrontare questo percorso?

Il requisito fondamentale è la volontà di mettersi in discussione e la costanza che è propria di ogni percorso che si intende intraprendere.

Quanto dura il percorso?

Ogni percorso è totalmente soggettivo quindi la durata non può essere quantificabile. Certo è che già dopo le prime settimane, se si sta seguendo le direttive offerte con la dovuta costanza, si portanno osservare i primi cambiamenti, ma di per sè come per far guarire una ferita il tempo necessario potrebbe essere lungo e la medicazione dolorosa, allo stesso modo il percorso di guarigione dall'aborto poichè lascia una ferita profonda nell'individuo non sarà facile veloce e indolore, ma piuttosto, lungo, doloroso e difficile.

Come si svolge all'atto pratico questo percorso?

Il percorso si svolge con una serie di colloqui con gli operatori (moderatori e responsabili delle sezioni regionali) utilizzando possibilmente tutti gli strumenti messi a disposizione anche tramite il sito: come il forum, la chat ecc. Parte fondamentale del percorso sono i gruppi di auto-aiuto che si svolgono ciclicamente nella chat del sito in cui il confronto diventa fondamentale.
Questi incontri di gruppo possono essere egregiamente integrati ma anche sostituiti da colloqui individuali tenuti tramite i numeri sos-mamma a disposizione nel sito web. Quello che noi consigliamo è di usare tutti gli strumenti offerti: ce n'è la possibilità, è gratuito..prendi pure il pacchetto all inclusive!
Una tappa importante del percorso che sicuramente segna una svolta è il weekend post aborto. Nel sito trovi tutte le informazioni a riguardo.

Devo pagare qualcosa per questo supporto offerto?

No, il servizio è completamente gratuito.

Mi farà bene? Qualcuno l'ha già fatto e sa dirmi come è stato per lui?

Certamente, consulta il forum ci sono i percorsi personali di ognuno, contatta persone che hanno seguito il nostro percorso e chiedi direttamente a loro; leggi le testimonianze che sono state scritte.. puoi farti da solo un'idea dei traguardi raggiunti, se ti interessano, se pensi possa fare per te , che sia desiderabile. Se hai bisogno di altre informazioni siamo a tua disposizione.

Pubblicato in Generico