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Lunedì, 19 Maggio 2008 12:16

Intervista su Il Nuovo Giornale di Piacenza

Donne che in passato hanno scelto di abortire ora sostengono altre donne nella decisione di portare avanti una gravidanza indesiderata. Succede all'associazione "il dono", nata nel 2006 per iniziativa di due sposi - ieri, due fidanzati alle prese con un figlio non previsto - come portale su internet e ben presto diffusasi in varie regioni italiane.

Pubblicato in dicono di noi
Lunedì, 31 Marzo 2008 23:03

non lasciamole sole

L'associazione "il dono", a fianco delle donne che affrontano una gravidanza indesiderata o che hanno abortito. "Quanto dolore in quelle vite. Noi le aiutiamo a portarne il peso.E a guardare avanti"
Pubblicato in dicono di noi
Mercoledì, 31 Ottobre 2007 11:46

pubblicato sul Corriere Della Sera Roma

"Quello che resta", per dare voce a una sofferenza che non passa

Un dolore che non passa, una cicatrice profonda, un rimpianto che resta dentro: è l'aborto nelle parole delle donne che l'hanno vissuto. A raccoglierle in un libro sconvolgente è stata l'associazionne romana IL DONO, creata da Serena Taccari, che da anni si occupa proprio di assistenza alle donne che hanno abortito.

Pubblicato in dicono di noi
Martedì, 17 Aprile 2012 20:20

la mia stella di angelo

Tutto ebbe inizio l'anno scorso quando tra me e F. iniziò la nostra storia tra alti e bassi una bella storia che davanti gli occhi di tanta gente e che anche se è iniziata in modo normalissimo è arrivata alla vera catastrofe la parola fine davanti a tutto...era giugno: primavera, giornate splendide sopratutto quando lui arrivava da me: mi sentivo al centro dell’attenzione in prima linea davanti a tutto e tutti gli volevo bene e questo era quel che contava : avevamo l’amore quello vero che nessuno poteva non desiderare..

F. erano tanti anni ormai che lo conoscevo ma per molto tempo non c’era stata occasione di vederci nè sentirci; a lui, tempo fa, era morto un fratello cui io ero molto legata perché a quei tempi ero la sua ragazza: i primi amori di una ragazzetta quindicenne ma cosa pensi a quell’età? assolutamente nulla..così dopo quel fatto mi ero allontanata da tutto e tutti finchè volli incontrare la famiglia di nuovo. Erano i primi di febbraio dell'anno scorso la sua famiglia sempre disponibile e carina con me sopratutto la sorella un feeling particolare il nostro, una sorella vera e propria per me! avrei mai pensato che la nostra amicizia avrebbe potuto finire dato che era re-iniziata dopo tanto tempo....era prima di Pasqua venni così invitata dalla loro famiglia dopo  aver instaurato un bel rapporto con loro sopratutto con il mio “nipotino preferito” che diversi anni prima mi fece tanto brivido per la somiglianza con il fratello defunto - la sorella ha due figli cui anche oggi sono rimasta molto affezionata.

Passavo i fine settimana tutti da loro stavamo bene avevo ritrovato quella famiglia che per molti anni mi era venuta a mancare perchè non ce la facevo a sentirli. Instaurai a poco a poco anche l’amicizia con F. lui nel tempo si era sposato aveva avuto due bimbi da questa donna che lasciò però per me subito dopo la comunione del nipote.. quella era stata una giornata per me bella e indimenticabile quella dove ero stata tutto il giorno con lui poichè sua moglie non era venuta alla cerimonia ma che si concluse la sera stessa proprio come nelle favole, quando F. dovette ritornare dalla moglie mentre io il giorno dopo sarei ripartita per Roma. Non ci saremmo piu rivisti o chissà dopo quanto tempo? la nostra amicizia continuò sia sul pc e sia fuori perchè lui venne a trovarmi, cercavo di scappare davanti alla realtà perchè ormai i sentimenti che provavo erano evidenti ma volevo scappare mi faceva paura questa cosa forse perchè era il fratello del mio primo ragazzo o forse perchè mi sembrava troppo bello provare un sentimento così bello e puro per lui.. o forse perchè era sposato..

Venne una due tre volte a trovarmi ma all’ultima non potevo scappare così decidemmo di chiarirci una volta per tutte e di vivere la nostra storia alla luce del giorno senza complicazioni. Lui, disse, avrebbe lasciato la moglie. E così fu nell’arco di poche settimane la lasciò iniziammo questa storia bellissima a dir poco ma tra alti e bassi la moglie cominciò a sospettare di me e quando ebbe la conferma fu la fine di tutto parolacce, insulti, carabinieri in questa nostra bella storia vennero implicate tante  altre  cose tanto da distruggerla...tanto da farci litigare per le cose più futili e questo a me non andava più bene... passavano i mesi era quasi ora di andare in ferie, era agosto, e cercavamo di capire bene dove volevamo andare tanto ormai le litigate con lei erano all’ordine del giorno cercavamo di vivere così anche se era dura finchè verso ferragosto prima d’andare in vacanza scoprii una cosa che avrebbe dovuto essere per noi la notizia più bella ed emozionante..ero incinta...incinta di lui, mi avrebbe dato un figlio e per me questo contava più di ogni altra cosa l’amavo e avrei chiuso un occhio alle parolacce di lei.. Lui però non mi diede quell'appoggio morale e psicologico di cui avevo bisogno...lo vedevo turbante alcuni momenti lo vedevo pensieroso..

Mi sentivo sconfitta, non sapevo che fare se abortire o portare avanti questa gravidanza.. lo volevo, lo volevo perchè era mio e non potevo immaginare di ucciderlo; eppure non ce la facevo, ero frastornata. Cosi gli chiesi per l'ennesima volta che pensava di fare ma lui non sapeva rispondere e mi trovai a domandarmi che razza di uomo avevo al mio fianco: non solo mi si stava rovinando tutto perchè non ci parlavamo praticamente più ed era già tanto dividere lo stesso letto! Incominciavamo a risponderci male. Rientrammo a Roma dopo la vacanza  e ormai volevo chiarezza: “allora mi dici cosa dobbiamo fare? non e un giocattolo!” gli dissi, e  lui “se decidiamo di portare avanti dobbiamo essere consapevoli l’uno con l’altro di tante cose”..per un attimo mi sentii serena, pacifica, ma giorni dopo non lo ero più: tutto era così vago, lei continuava a tormentarci ed io fuori di me mandai un messaggio ai figli dicendogli che ero incinta: la catastrofe...

poco dopo mi arrivò la telefonata della madre non mi aveva mai chiamata in tutta la sua vita se non quel giorno. Mi augurò una vita difficile, disse che sarebbe stata contenta se il figlio non avesse mai riconosciuto il mio angelo ma io non volevo tutto questo e risposi che mi serviva ben altro che quelle parole; disse le cose peggiori nei miei confronti e io riagganciai. Non volevo più sentirla. Poco dopo mi bloccarono il contatto su facebook tutti quanti ma anche questo non m’importava nulla perche la vera forza ce l’avevo con me e certo non erano loro. Passò poco tempo, e nonostante l’amore che io provavo per lui ricevetti da F.  un messaggio sul tel: mi disse che lui non aveva più nessuno.. allora, pensai dentro di me ,..io non sono nessuno? e il bimbo che ho dentro non è nulla per te?

Avevo tutte le conferme di cui avevo bisogno.. Passai giorni infernali era dura, ma tutto questo era troppo: volevo solo dimenticarlo, dimenticarlo per sempre. Andai avanti per la mia strada, fiera, da sola, sempre frastornata tra alti e bassi. Ero contro tutto e tutti, ero sola perché anche i miei mi erano contro…ero completamente sola…ma decisi di andare avanti. Al resto c’avrei pensato poi: per il momento avevo un lavoro e potevo permettermi di stare tranquilla fino a un certo punto.

Trascorrevano i giorni e poi non potevo più fare nulla lui si faceva sentire ma solo per insultarmi e la cosa mi feriva finchè a settembre gli dissi di sparire per sempre dalla mia vita: io ormai ero serena, avevo deciso di portare avanti la gravidanza sola, era dura, dura veramente, e difficile ma dovevo farcela per il mio bambino dovevo farcela....

Cercavo di combattere , di essere serena avevo tanti amici e questo mi rafforzava molto mi arrivò anche la notizia dal lavoro che da gennaio quando sarei andata in maternità non si sapeva avrei potuto rientrare, tutto perchè ero incinta ma superai anche questa: davanti ai miei occhi passavano le persone che venivano a fare la prova per una possibile sostituzione su me ma nessuna sembrava andasse bene e così avevo un altra speranza che avrei potuto lavorare ancora.

Dovevo trovare una soluzione per far mangiare mio figlio...passavano i giorni  gli esami andavano bene e anche i controlli, feci tutto quel che dovevo e a pagamento...amniocentesi, morfologica ecc finchè alla flussimetria mi dissero che il bimbo aveva una stenosi duodenale e avrebbe dovuto essere operato alla nascita. Andai a parlare col professore che l’avrebbe operato: era tranquillo mi spiegò in minimi dettagli, tutto; non vedevo complicanze.. la mia ginecologa mi fece fare tanti accertamenti e controlli ero serena.

F. non lo sentivo da parecchio nè un ciao nè un come stai e tantomeno come stava il bimbo perchè allora mi domandai, perche tutti mi colpevolizzavano se non sapevano come stavano le cose? perchè avrei dovuto chiamarlo se a lui non importava nulla? Ero quasi arrivata alla fine non potevo mollare ora, non avevo mollato al 5 mese che m avevano dato riposo assoluto non potevo permettermi di mollare proprio ora! La mia ginecologa continuava a farmi fare controlli accurati avrei finito il tempo il 21 marzo il cesareo era programmato per l'8 invece lui nel bel mezzo del trasloco il 2 marzo decise di nascere tra pianti caos, lacrime e gioia era nato finalmente: con il cesareo perche volevano farmi il parto naturale ma avrei sofferto molto anche se quel giorno per la loro gioia un pò di contrazioni me le fecero venire...ero frastornata più del solito non mi osavo immagginarmi mamma era lungo 50 per un peso di2,4 kgmi misi a piangere per l’emozione non me lo diedero in braccio per l’operazione che doveva affrontare il lunedì venne da me il professore mi rassicurò allora,dicevo, menomale almeno una cosa buona… ma fino a quel lunedi non ero molto tranquilla perche nessuno mi telefonava e non avevo nessuna notizia. Decisi di chiamare io ,ero ancora in ospedale non potevo muovermi ero irriconoscibile l'assistenza faceva schifo ma i medici erano bravi per questo resistevo…insomma l’operazione andò bene e così decisi di scendere a vederlo: era tutto intubato poverino, una ranocchietta.. ma col passare dei giorni era la mia stella  era bellissimo; mi spiegarono le cose che dovevo affrontare; dissero che dovevo sapere le cose e se non sapevo domandare perche ora mi aspettava questo. Così arrivò il giorno che andai a togliere i punti ormai facevo su e giù dall’ospedale solo per lui; quel 12 marzo me lo trasferiscono d’urgenza al Bambin Gesù. Lì sapevano fare meglio, mi dissero, e mi convinsero a firmare; accettai il trasferimento. Arrivò alle cinque passate tutto intubato, con il macchinario e il primario: c' era qualcosa che non mi quadrava. Le notizie arrivarono a sera oltre le nove; pensavo a F. pensavo che se fosse stato li con me forse sarebbe stato tutto più facile ma il mio orgoglio mi disse di non chiamarlo; vedevo nel mio bimbo lui ma non volevo chiamarlo mi aveva ferita troppo....cosi seguivano a fare accertamenti sul mio bimbo; mi parlavano ma io non volevo capire avevo una speranza appesa, doveva farcela doveva, avevo fatto tanto per lui avevo fatto mille e mille progetti… invece mi chiamarono d’urgenza: il bambino stava peggiorando. Decisi di chiamare F. io ancora non l’avevo visto ,quel giorno, il mio piccolo.. ma lo chiamai ugualmente mettendo da parte il mio orgoglio nonostante la preoccupazione che avevo: era sempre il padre del mio piccino. Arrivai in ospedale con mio fratello che ormai era lui insieme a me che seguiva le vicende del piccolo andammo con mamma a sentire che dicevano i medici ma le notizie non erano buone, non erano buone per nulla. Me  l’avevano dato per morto dicevano che non avrebbe superato la notte non sapevo che fare: non ci volevo credere.

F. si mise in viaggio arrivò la mattina dopo il piccolo superò la notte e andammo in ospedale io e lui diedi l’ok  per farlo avvicinare lui non aveva diritti avendolo riconosciuta solo io i medici volevano l’autorizzazione per la privacy; e come se il piccolo avesse voluto aspettare il papà gli presi  la manina nel mentre osservavo lui e il bimbo che aveva gli occhietti mezzi chiusi non ce la facevo , non poteva essere vero che stava succedendo proprio a me; lo misero in braccio era la prima volta che lo tenevo in braccio  non mi sembrava vero con l'aiuto di F. cercavo di tenerlo nel modo migliore per lui: avevo paura di fargli male, avevo tanta paura. Ero attaccata a quel  macchinario con l’ultima speranza non capivo più nulla tra medici, sacerdoti.. no  non volevo accettarlo il suo cuoricino avevo smesso di battere alle 14,30 ..ma io rimasi lì con lo sguardo nel macchinario e con il mio bambino tra le braccia…non poteva essere... poco dopo si avvicinò la dottoressa tolse  il macchinario e li cominciai a capire era la fine, era la fine di una tragedia...

Il mio destino si era rivoltato contro quest’anima innocente ..era così....mi sentivo distrutta non reagivo non riuscivo a fare nulla ero impotente...io e F..finalmente riuscivamo a dialogare avere un rapporto pacifico per la prima volta il mio cervello andava a mille mi ponevo tante domande finchè poi lui dovette ripartire  dopo il funerale anche se si fermò da me una settimana e io quella settimana potevo dire di essere stata  bene  venne anche la mamma e la sorella al funerale non avevo rancori con nessuno ormai; cercavo di apprezzare tutto perche la vita mi aveva portato via la cosa più bella che poteva accadermi mio figlio.

Rifarei tutto per lui, tutto.

Non mi pento di nulla ho combattuto sola contro tutto e tutti ce l’ho fatta con uno stipendio misero sono andata avanti per la mia strada perche ho voluto dare vita a un'anima che ormai brilla tra le stelle più belle e stento a credere che non si possa volerlo o poterlo fare sempre... l’ho fatto e ne sono fiera...

Passano i giorni, divento irascibile ma con F. decidiamo di riprovare nonostante lui avesse avuto un'altra storia ferendomi un'altra volta perchè anche se non stavamo insieme io ero innamorata mentre dal mio punto di vista lui si era consolato... Gli sbagli però , pensai, si fanno in due allora ho creduto di volergli dare un'altra possibilità e oggi mi chiedo se ho fatto la cosa più giusta ma lo amo tanto;  lui riparte per lavoro, nel frattempo, a Milano. Ho iniziato a pormi tante domande: sarà giusta questa cosa per noi? vedi ora lui sta a Milano e tu a Roma come farete? perche è dovuto morire il bambino per riappacificarvi? Sono tante le domande che mi pongo oggi sto cercando di trovare le mie risposte forse  il mio angelo ha messo le ali ma vuol vedere i suoi genitori insieme? mah chi lo sà....        

Pubblicato in testimonianze
Domenica, 27 Aprile 2008 15:34

per ogni parola non detta

Tutti sappiamo che i figli si fanno in due. Eppure quando si parla di gravidanza indesiderata - specie se non siamo di fronte a una famiglia già bella e costituita - sembra che improvvisamente questo figlio sia stato concepito per gemmazione o per qualche divino intervento: la donna è e deve essere lasciata sola a scegliere, a decidere, a proseguire il suo cammino, in qualunque direzione questo vada.

Pubblicato in mamme e dintorni