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ARGOMENTO: Non so come superare qs cosa....

Non so come superare qs cosa.... 26/09/2017 11:05 #22934

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Buongiorno,
Mi chiamo Chiara e da 10 giorni non sono più io. Non ho fatto i conti con la mia coscienza che mi sta mangiando viva! Mi sento sola anche se sola non sono! Ho tre meravigliosi bimbi e un marito presente che però non riesco a perdonare xchè non ha capito....che qs decisione che abbiamo preso mi avrebbe devastato.
Parto dall’inizio...sono mamma di due gemelli avuti dopo difficili ricerche, dottori che ci davano 1% di probabilità di diventare genitori, visite, esami, tanti esami, e pianti e disperazione. Poi arrivano loro e la mia vita cambia! Siamo finalmente una famiglia e io non potevo chiedere di più.
Un anno e mezzo dopo con enorme stupore scopriamo che sono nuovamente incinta...così..una meravigliosa sorpresa che accogliamo con gioia seppur consci della enorme fatica che ci avrebbe accompagnato negli anni a venire. Io non ho aiuti e lavoriamo entrambi. Tutta la mole di lavoro ricade su di me e in parte su mio marito ma io comunque lo faccio volentieri xchè nel cuore io mi sento mamma a 360 gradi! Ora la piccola ha un anno e mezzo...e lo scorso mese il ciclo non arriva...presa dal panico faccio un test e da lì entro davvero nel panico!
La mia mente viaggia a 1000 non capisco più nulla e vedo solo le difficoltà, economiche, organizzative, fisiche, psicologiche...insomma prendo in considerazione tutto...tranne che la mia coscienza!
Ho fatto il più grosso errore della mi vita! Non riesco a superare quello che ho fatto.
Quando arrivò in ospedale per abortire farmalogicamente ho ancora mille dubbi...paura...ma il dottore mi fa una eco e mi dice..signora la camera X ora è vuota. Non so se essere contenta o piangere ma comunque mi prendo ancora tempo. Parlo con mio marito, provo a spiegargli le mie motivazioni e provo a fargli capire che non me la sento di farlo ma lui è risoluto. In più qs camera vuota lo rende forte, qs figlio non esiste! In realtà il gine non mi ha detto proprio qs...mi disse che per ora non si vedeva nulla ma magari la prossima sett si oppure no...qs non lo poteva sapere anche a fronte dei miei quasi 42 anni!
Insomma...mi sono fatta convincere lì per lì...a prendere la strada apparentemente più semplice...ma che invece mi ha condannato per tutta la vita!
Non so davvero come superare la cosa...se è possibile superarla. Mi sento un mostro...una assassina...non avrei dovuto prendere quelle pastiglie...non avrei dovuto e basta!!! Non avrei dovuto uccidere mio figlio....
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Non so come superare qs cosa.... 26/09/2017 13:44 #22935

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Ciao Chiara benvenuta
mi dispiace molto per quello che ti è successo e che ora ti fa stare terribilmente male, ma sappi che non sei un mostro un essere spregevole o quant'altro di negativo la nostra mente ci definisce quando si prende coscienza dell'enorme errore commesso e l'aborto volontario purtroppo rimane un atto profondamente ingiusto e da condannare.
Detto questo mi preme dirti che tu non sei quell'errore, quell'errore non definisce Chiara nella sua totalità di persona anche se adesso ne 'riempie' totalmente lo spazio per la sofferenza che stai sperimentando, prenditi tutto il tempo necessario per piangere quel figlio che non è qui con noi è trascorso poco tempo dall'evento luttuoso per cui è normale che tu sia così affranta; se sei credente ti consiglio di confessarti questo può essere l'inizio di un tuo personale percorso di introspezione..intanto ti abbraccio forte
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Non so come superare qs cosa.... 26/09/2017 15:42 #22936

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Ciao chiara,come ti capisco,qui siamo in tante a soffrire per questa cosa terribile,ma marea ha ragione,non sei un mostro,nessuna di noi lo è perché se in quel momento si capisse veramente nessuno lo farebbe.è normale che tu ti senta così,hai perso un figlio,tutte noi lo abbiamo perso e la cosa brutta è che siamo state noi a decidere.purtroppo non si parla di quante sofferenze porta l'aborto,ancora si pensa che sia una cosa da niente,come togliere una spina da un dito.invece è un pezzo di cuore che se ne va per sempre.solo il tempo allevierà questo dolore terribile,solo la fede potrà guarirti e concederti un po' di pace.ha ragione marea quando dice di confessarti,ti toglierà un grande peso dallo stomaco.piangi,sfogati,urla se vuoi,ma non sentirti un mostro,non lo sei,non cadere in quel vortice buio che è la depressione,fallo per tuoi figli,e fallo anche per il tuo bambino che non c'è più.ti abbraccio forte
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I seguenti utenti ringraziano:: Chiarabesos

Non so come superare qs cosa.... 26/09/2017 15:59 #22937

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Si, certamente sarà mia intenzione andarmi a confessare ma non riesco a farla così semplice. Avere l’assoluzione non so se riuscirà a rincuorarmi. Non posso credere che il Signore mi possa perdonare, non ho rubato una mela...ho tolto la vita a mio figlio! Non riesco a darmi pace, sono arrabbiata con me stessa, come diavolo ho fatto a non oppormi? Io? Proprio io? No davvero...non riesco a darmi pace....
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Non so come superare qs cosa.... 27/09/2017 15:53 #22938

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La confessione non è una cosa semplice..ottenere l'assoluzione nemmeno ..non è un banchetto della frutta a cui ci si accosta a cuor leggero in questo caso forse è meglio astenersi dal farlo e ripensarci magari in un altro momento.
Le vie del Signore non sono le nostre per cui lascia a Lui la misericordia e il perdono..
Chiara la rabbia è umana e quella che provi pure giusta per una perdita così grande, che sia capitato anche a te siamo qua per confrontarci se lo vorrai
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Non so come superare qs cosa.... 02/10/2017 03:00 #22939

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Mi dispiace Chiara, ti capisco, ti sono vicina,
ma non sei un mostro, non hai responsabilità, e anche tuo marito non ne ha, non eravate probabilmente consapevoli del gesto che stavate compiendo, eravate in un loop, in un vortice di emozioni che vi hanno stordito e tolto la lucidità,

la responsabilità è delle istituzioni che offrono questa soluzione per le gravidanze a sorpresa e non programmate, una soluzione che presentano come "facile",
ma l'Ivg non può essere inteso come mezzo contraccettivo d'emergenza, purtroppo però in questo modo errato viene applicata la legge nella maggior parte dei casi.
Cioè la legge non viene applicata (così come è stata scritta).

Un figlio quando entra all'interno di una struttura pubblica dovrebbe diventare il figlio di tutti, della "collettività" e andrebbe quindi tutelato, ma così non è,

la responsabilità è dei consultori che non mettono in guardia sulle dinamiche psicologiche che si instaurano dopo un Ivg e che possono davvero devastare la psiche di una mamma e di un papà, e dovrebbero avvisare comunque (sarebbe questo il consenso informato) anche se questa sofferenza psichica colpisse statisticamente in bassa percentuale, perché nelle persone coinvolte tale % si manifesta al 100% , lo sappiamo,

il tuo dolore è normale, è il dolore di una mamma che ha perduto suo figlio, ed è un lutto molto difficile da rielaborare, intriso di rabbia e senso di colpa.

i servizi dovrebbero offrire soluzioni alternative che aiutino la donna a proseguire la gravidanza, anche fossero solo sostegno psicologico durante la gravidanza e altri servizi, come asilo nido gratuito ecc.

Quindi la responsabilità semmai va ripartita, non portartela tutta addosso.

All'inizio di una gravidanza una donna è anche più fragile e avrebbe bisogno di protezione, ma tuo marito non poteva sapere, nessuno dice come sia il post-aborto, per questioni politiche e ideologiche questo è argomento tabù, poiché intaccherebbe la liceità della 194 tanto plaudita e per la quale alcune donne avrebbero tanto lottato.

Chiedi aiuto anche a qualche psicologa del consultorio, non possono negarti ora quell'aiuto che avrebbero dovuto offrire Prima nell'invitarti a riflettere e a scegliere con discernimento e consapevolezza e non sull'onda di emozioni fugaci e passeggere e di timori in quel momento amplificati ma del tutto risolvibili, e scrivi anche qui, scrivere aiuta.

Io mi confessai, tanti anni fa, il sacerdote mi assolse perché vide pentimento, ma il senso di colpa rimase perché non è un senso di colpa che nasce dal peccato così come lo intende la religione, ma è un senso di colpa umano, di mamma.
Mi sono liberata dal senso di colpa soltanto quando ho potuto (recentemente) parlare ad un giudice di quanto mi era accaduto.
In questo modo il mio dolore è stato "riconosciuto" e non è stato più serbato soltanto nel mio cuore.
Il dolore quello rimane, rimarrà sempre, una mamma non potrà mai dimenticarsi di suo figlio.

Un abbraccio,
Cristina
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