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idrocefalo

Definizione
Il termine "idrocefalo" è composto da due parole di origine greca: hydro (acqua) e kephalé (testa). A volte, viene ancora definito "acqua nel cervello". L'idrocefalo è una condizione che prevede l'accumulo di una quantità eccessiva di liquido cerebrospinale nelle cavità del cervello, note come "ventricoli".

Cause e tipologie di idrocefalo

In condizioni normali, vi è un delicato equilibrio tra la produzione, la circolazione e l'assorbimento di liquido cerebrospinale nei ventricoli cerebrali.

L'idrocefalo, invece, è il risultato di un disequilibrio nella distribuzione del liquor. Esistono tre tipi di idrocefalo:

  • idrocefalo non comunicante (ostruttivo) – si verifica quando il liquido cerebrospinale ostruisce il sistema ventricolare
  • idrocefalo comunicante (non ostruttivo) – si verifica in caso di assorbimento inadeguato del liquido cerebrospinale
  • idrocefalo normoteso – si tratta dell'aumento di volume del liquido cerebrospinale all'interno dei ventricoli cerebrali con scarso o assente aumento della pressione intracranica; si manifesta, in genere, negli adulti oltre i 60 anni

Sia l'idrocefalo non comunicante, sia quello comunicante possono essere congeniti (presenti dalla nascita) o acquisiti (si sviluppano dopo la nascita a causa di un trauma o una malattia).

Sintomi

Nei neonati e nei bambini ai primi mesi di vita, le ossa del cranio non si sono ancora saldate, pertanto l'insorgenza dell'idrocefalo è piuttosto prevedibile. Nei bambini, la testa subisce un ingrossamento e la fontanella (area non ancora ossificata) può essere tesa e/o rigonfia. La cute appare sottile, lucida e solcata da vene superficiali dilatate.

Tra i sintomi si riscontrano:

  • vomito
  • scarsa alimentazione
  • apatia
  • irritabilità
  • costante deviazione degli occhi verso il basso
  • attacchi epilettici occasionali

Nei bambini più grandi e negli adulti, le ossa del cranio sono perfettamente saldate tra loro. Questi soggetti presentano i sintomi dell'ipertensione intracranica dovuta alla dilatazione dei ventricoli cerebrali, conseguente all'aumento del volume del liquor, che causa la compressione dei tessuti cerebrali.

Tra i sintomi rientrano, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo:

  • mal di testa
  • nausea
  • vomito
  • disturbi visivi
  • scarsa coordinazione
  • cambiamenti della personalità
  • difficoltà di concentrazione
  • letargia

I segni e i sintomi dell'ipertensione intracranica cambiano nel corso del tempo, poiché le suture craniche (articolazioni tra le ossa del cranio) iniziano a chiudersi nei neonati e nei bambini nel corso dei primi mesi di vita e si chiudono completamente nei bambini più grandi.

Opzioni di trattamento per l'idrocefalo

Il trattamento standard per l'idrocefalo è l'impianto di uno shunt. Lo shunt drena e reincanala il liquido cerebrospinale in eccesso dai ventricoli cerebrali a un'altra area del corpo.

Shunt

Al momento, il trattamento standard per l'idrocefalo è l'impianto chirurgico di uno shunt. Lo shunt reincanala il liquido cerebrospinale verso un'altra parte del corpo. Nell'intento di alleviare i sintomi dell'idrocefalo, questa tecnica permette ai ventricoli cerebrali ingrossati di ritornare a dimensioni più normali.

Gli shunt sono composti di plastica e silicone. Tutti i componenti dello shunt vengono inseriti sottocute, nessuna parte rimane esterna al corpo.

Terzoventricolostomia endoscopica

La terzoventricolostomia endoscopica (TVE) è un intervento chirurgico volto ad attenuare la pressione esercitata dall'accumulo di liquido cerebrospinale nel terzo ventricolo cerebrale. Questo intervento prevede la diversione del liquido cerebrospinale intracranico. Utilizzando un endoscopio, viene praticata una piccola perforazione sulla parete del terzo ventricolo per permettere al liquido cerebrospinale in eccesso di defluire verso gli spazi che normalmente occuperebbe.