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per parenti e amici

aiuto dei partner dopo un abortodopo anni di sostegno alle donne, seguendo centinaia di percorsi di guarigione rivolti al post aborto, abbiamo cercato di trovare degli spunti per suggerire ai parenti e agli amici che desiderano stare vicino ad una donna che abbia vissuto un aborto cosa può essere di aiuto e cosa no. Questa "lista delle cose da fare e da non fare" non è dettata da studi o da libri di psicologia, ma dall'esperienza di tante donne che hanno vissuto queste emozioni e hanno cercato di ricostruire cosa è stato loro di aiuto e cosa no, nell'elaborazione dell'evento aborto; questo elenco è stato fornito attraverso il nostro forum di supporto direttamente dalle utenti del sito dopo o durante un percorso di guarigione.

speriamo che questo possa essere di aiuto a più persone possibile.
tutti i diritti di questo testo sono riservati

DA FARE

- chiedere "come stai" anche se ci sembra tutto ok. e chiederlo anche se il mese scorso ha detto che era tutto ok! stare bene oggi non significa stare bene per sempre!!

- ricordare sempre che non puoi eliminare il dolore, ma puoi aiutarla a sentirsi meno sola

- dille che ti dispiace che lei si sia trovata a dover fare quella scelta.

- Essere sempre pronti a dire: io ci sono.

- farle capire che sei pronto ad aiutarla a portare il peso del suo dolore.

- far capire di essere pronti e attenti all'ascolto

- creare "complicità" parlando anche di altre cose della sua o della propria vita e farla sorridere

- darle forza per reagire non commiserazione

- Abbracciala

- Incoraggia pensieri positivi, come incontri per parlarne e per prendersi cura di se stessa, o come il riposare e il mangiare adeguatamente.

- Accetta il suo modo di essere. Non sei lì per giudicare. Sii sensibile ed aspettati cambiamenti di umore repentini.

- permettile di ricordare gli anniversari associati con la gravidanza e l'aborto, se vuole farlo.

- Permettile di parlare dell'aborto, e del bambino che sarebbe nato, tanto spesso quanto ne sente il bisogno.

- aiutarla a dare un senso alla vita di quel figlio che non c'è più...

- Non avere ansia di dover dire cose: si può semplicemente stargli vicino anche nel silenzio

- Dirgli che non è giusto che si tenga tutto dentro, ma deve tirar fuori il suo dolore e la rabbia

- cercare di immedesimarsi per capire meglio lo shock,l'esperienza negativa.Magari documentarsi leggendo libri sull'elaborazione del lutto, sulla perdita..

- Invitala. Non escluderla dalle festicciole di bambini o dai gruppi di amici. Ma sii comprensivo e non allontanarla se rifiuta l'invito o cambia idea al'ultimo momento. Continua a chiamarla e ad andare a trovarla!

- Non permettere che si isoli e se lo fa, cercala ancora con una telefonata, o una visita.

- Comunica a un medico o a qualun altro se noti segni o indizi seri di pensieri suicida nelle sue parole o nei gesti.

- Stai in allerta sui disordini alimentari o sull'abuso di sostanze, ed incoraggiala a cercare aiuto per queste cose se le occorre.

- piangere insieme a lei...perche' no? si e' uomini anche se si versano lacrime per il proprio cucciolo.

- chiedere cosa si puo' fare per aiutarla

- starle piu' vicino nelle ricorrenze, tipo presunta data del parto, anniversario dell'ivg ecc e nelle feste

- esserci, sempre & comunque cercando di aiutarla nel quotidiano, se ha bisogno, per esempio rendendosi disponibili con eventuali altri figli, o anche a fare una passeggiata , a prendere un caffe'..

- farla sfogare

- darle forza e speranza

- se hai fatto pressioni perchè abortisse non negarlo con frasi tipo "non ci sono state pressioni, è stata una tua scelta!" e non far finta che non sia successo niente. Il primo a doverti rendere conto che è successo qualcosa eccome, sei tu.

- parlarle di suo figlio come vita vera, come realtà non come un grumo di cellule o una cosa non esistita

- Permettile di piangere il lutto come avresti fatto con una madre che ha perso suo figlio naturalmente.

- rispetta la sua privacy e non dire ad altri che ha abortito se lei non ti da il permesso.

- aiutarla a rialzarsi ogni volta che cadrà

- dare importanza alle sue parole e ai suoi bisogni

- aiutarla fare un percorso spirituale o meno che la conduca a non commettere ancora quel gesto

 


DA NON FARE

- non lasciarla sola nel suo dolore

- non cadere nella commiserazione e nella pietà

- non usare frasi fatte del tipo "se in quel momento lo hai fatto significa che era la scelta giusta..."(è la frase che fa + male) o del tipo (specie se si è abortito per motivi medici) "è stato meglio così, nella tristezza è stata una benedizione...sarebbe stato solo un peso.." e così via

- evitare di trovare giustificazioni per convincerla che ha fatto la cosa migliore.

- non giudicarla anche solo dicendo "è stata la cosa sicuramente migliore per te ma io non lo avrei fatto mai" o dicendo "personalmente non avrei mai fatto una cosa del genere".. o cose così.

- non far sentire la donna in colpa, o anormale, o strana, o troppo debole se dopo tanto tempo sta ancora male

- non minimizzare, "perche' tante donne abortiscono senza farla tanto lunga"

- dire "ti capisco" se invece non capisci niente (documentati e poi ne riparliamo!)

- se sei tanto coinvolto, tipo i papa', non aver paura di piangere insieme

- non dirle di pensare ad altro

- non lasciare che si crogioli nel dolore

- non lasciare che si colpevolizzi senza cercare ragioni + profonde

- non sminuire il suo dolore o paragonarlo ad altro

- non parlare senza darle spazio

- non darle "pacche sulla spalla" dicendo ormai è passata: per lei non è passata per niente!

- non trascinarla a forza nel percorso di elaborazione del lutto. Serve tempo per guarire e non si dimentica mai realmente.

- Non incoraggiare l'uso di alcuna sostanza.

- Non chiederle come si sente se non hai tempo di starla ad ascoltare.

- Non dire mai, neanche se sei ferito e senti il bisogno di dare una sferzata, non dire mai "saresti stata una cattiva madre" o anche " non saresti comunque stata pronta" o qualunque altro commento che derima la sua capacità di essere madre o le sue prospettive di maternità.

- Non dirle come si deve sentire o cosa dovrebbe fare.

- Non cercare di incasellarla o mettere un punto al suo percorso di guarigione dicendo "dovresti sentirti meglio da ora in poi" (questo servirebbe soltanto a farla sentire peggio come se le dicessi:"oh mio dio, non solo sta male dopo l'aborto ma è anche peggio di chiunque altro perchè ANCORA sta male!!)

- Non cercare di trovare qualcosa di positivo nel fatto che ha abortito e di passarglierlo per razionalizzare i motivi per cui non dovrebbe esser triste. (arriverà il momento in cui riuscirà a non piangere più e a trovare le motivazioni per ritornare a vivere, ma deve arrivarci da sola!)

- Non puntare sul fatto che "in fondo" ha altri bambini. E' vero, e lo sa bene, ma questo non l'aiuta a stare meglio!

- Non dire che potrà "sempre avere un altro figlio" (anche questo è vero e lei lo sa, ma non toglie che pensando al suo aborto sta male!)

- Non dire che dovrebbe essere grata per gli altri figli che ha.. è grata, e lo sa, e ancora neanche questo la aiuta a non stare male per l'aborto fatto!

- non minimizzare i suoi sentimenti, la tristezza, il senso di lutto, dicendo che deve esserci qualcosa di più dell'aborto che la fa soffrire così tanto.

- non aver paura del contatto fisico con lei, di abbracciarla: spesso vale più di tante parole.

- non evitarla solo perchè si senti impotente o a disagio o perchè non sai cosa dire.

- Evita di caricarla con quanto per te è difficile stare vicino a lei che non riesce a superarlo..

- Non dire a nessuno del suo aborto se non hai il suo permesso di farlo

- Non essere pressante con le domande ma fare in modo che la persona si apra con fiducia e riesca a parlare della cosa che la preoccupa o la fa star male.

-evitare il discorso e cercare altri modi per tirarsi fuori dal problema, uscire, divertirsi, fare altro, tanto poi il problema ritorna lo stesso

-dire frasi come: " bhè dai, adesso vedila così, ti sei tolta un peso..." ecc ecc non servono

- Non farla mai sentire giudicata o colpevolizzata

-Dirle : dai vedrai che la prossima volta.....è come dirle che soffri a fare, la prossima volta "deciderai" per il meglio...questo fa male ad una persona che sa di avere sbagliato e di brutto.
non dirlo neanche pensando di alleviare il suo dolore.....andrebbe in bestia.

- Ma dai avrai altri figli, vedrai che la prossima volta andrà meglio.

- Minimizzare il dolore con frasi del tipo ... al mondo ci sono tanti bambini che ogni giorno muoiono

- Ancora piangi per quello che è successo??? E' ora che superi la cosa......

- non pretendere che lei possa dimenticare...della serie quel che è fatto è fatto...indietro non si torna...e comunque è stata una tua scelta...

- non evitare di parlarne come se l'argomento fosse tabu'anche se per te è un argomento difficile

- non capire eventuali gesti tipo, acquisto di cose per neonati ecc..

- non dire ormai cio' che e' fatto e' fatto evitando elaborare il lutto nella coppia stessa

- non impedire di piangere e sfogarsi

- non far chiudere in se stessa

- non dirle che non capisci la sua sofferenza nel guardare bambini o donne incinte per la strada (peggio se in famiglia)

 

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